Cari Vagamondi oggi vi presentiamo il nostro secondo articolo della categoria “Una vita in viaggio”.
Questa sezione nasce con l’idea di condividere storie tra loro diverse, ma unite da un’unica passione. Il filo conduttore che lega queste storie consiste nell’ultima domanda, che ogni viaggiatore farà a quello successivo.
Oggi vi raccontiamo la storia di Alessandro e Serena, due ragazzi che hanno deciso di buttare alle spalle i soliti momenti di routine e abitudine, di uscire dalla loro comfort zone e di vivere momenti unici ed indimenticabili, lanciandosi in un viaggio di otto mesi intorno al mondo.

Ciao ragazzi! Grazie per aver deciso di condividere con noi vagamondi la vostra storia! Innanzitutto chi sono Serena ed Alessandro?

Serena: mi chiamo Serena, ma questo già lo sapete!!! Ho 33 anni compiuti quest’anno in uno dei posti più incredibili della terra: il Salar de Huyuni. Vivo a Lesmo, ma sono originaria di Monza provincia di Milano. Quando sono a casa e non in giro per il mondo lavoro come Business Analyst e gioco a pallavolo in una squadra di serie c con le amiche di una vita. Sono sposata da 7 anni con Alessandro, ma ci conosciamo da 15.
Ci siamo conosciuti su un’isola della Grecia, Ios, e da allora non ci siamo più separati.
Alessandro: 40 anni… Quale regalo migliore per i 40 se non partire per un lungo viaggio? Ho lavorato per 15 anni in diverse aziende nel marketing prima, nelle vendite poi e ultimamente nella web economy. Appassionato di sport sono un allenatore “in aspettativa” di calcio a 5. Adoro viaggiare ma questo già lo sapete, inoltre mi piace cucinare, il cibo e il buon vino, passare tempo con gli amici di sempre e molto altro ancora…!
Con Serena condividiamo molte di queste passioni e il viaggio è sicuramente una cosa che ci ha sempre accumunato.

C’è chi decide di partire per pochi giorni, chi per anni.Perchè proprio 8 mesi? Avete mai pensato, durante questi mesi, di aumentare il tempo che avevate deciso di “regalarvi”, come voi stessi dite?

Per una serie di ragioni; prima di tutto perché otto mesi ci è sembrato un tempo abbastanza lungo per visitare i paesi che volevamo vedere ma sufficientemente corto per non incidere troppo sulle nostre necessità lavorative.
Otto mesi perché ci siamo fissati un budget e questo era il periodo giusto tale da poterci consentire un viaggio con i nostri ritmi e le nostre priorità senza dover rinunciare a troppo.

Quella per i viaggi è una passione che accomuna tutti noi vagamondi, ma non tutti hanno il “coraggio” di aprire il cassetto e realizzare una volta per tutte il proprio desiderio. Qual’è stata la molla che vi ha fatto capire che non potevate più rimandare la vostra avventura?

Serena: Non so quale sia stata esattamente la molla che mi abbia fatto decidere di fare questa avventura. Alessandro ne parlava spesso, ma io la vedevo come una cosa difficilmente realizzabile. Lasciare tutto, il lavoro, la carriera, la famiglia e gli amici inseguendo un sogno mi sembrava una cosa più da romanzo che da vita reale.
Poi un giorno mi sono domandata se ero felice, se alla mia vita non mancasse qualcosa, se avevo voglia di fare della mia vita qualcosa di straordinario, qualcosa di unico come realizzare un sogno e improvvisamente li ho deciso. Mi ricordo perfettamente quel giorno. Sono tornata a casa dal lavoro dopo una giornata come tutte le altre e senza neanche posare la borsa ho detto ad Ale, va bene facciamolo.
Alessandro: Fare un viaggio di otto mesi è una di quelle decisioni per le quali non c’è mai un momento giusto. C’è sempre qualcosa e ci sarà sempre qualcos’altro che ti fa riflettere e ti convince a non partire. Alla fine però, pensandoci bene, siamo sempre troppo “schiavi’ di quello che siamo tenuti a fare e non usciamo mai dalla nostra comfort zone. Ho cominciato a pensare che se veramente si ha un desiderio bisogna fare di tutto per riuscire a portarlo a termine, perché la vita è più breve di quello che si pensi e perché otto mesi non sono nulla nell’arco di una vita.

Momenti di viaggio di Alessandro e & Serena

Momenti di viaggio di Alessandro e & Serena

Molti potrebbero pensare “Beh, a viaggiare per così tanto tempo in compagnia si fa meno fatica!”. Ci sono stati, invece, dei momenti in cui la lontananza dalla vostra vita di tutti i giorni, fatta di affetti, abitudini e luoghi conosciuti, vi ha per un momento sconfortato?

Serena: fortunatamente no. Soffro poco la lontananza da casa. Certo mi manca la mia famiglia e i miei amici, ma grazie alla tecnologia non sembrano poi così lontani.
Alessandro: sconforto no. A volte mi manca casa proprio nel significato stretto del termine: le proprie comodità, cucinare quello che si vuole, avere un posto confortevole dove tornare ma nulla di più. Mancano certo affetti e amicizie ma ci sentiamo spesso!

Adesso passiamo agli aspetti più “pratici” della vostra avventura. Come siete riusciti ad organizzare un viaggio così lungo, all’insegna dell’avventura e non privo di imprevisti che avrebbero potuto far cambiare i vostri piani di giorno in giorno? Vi siete serviti del “Round the world Ticket” o avete deciso liberamente tappa dopo tappa senza restrizioni?

Ebbene si… Abbiamo utilizzato l’opzione RTW. Comodo, relativamente economico e pratico. Abbiamo dovuto fare uno sforzo per pianificare con anticipo le 16 tappe previste dal biglietto ma poi, una volta fissate, abbiamo deciso di affidarci alla prenotazione last minute. Decidiamo di volta in volta le tappe e prenotiamo, con un paio di giorni di anticipo, hotel o appartamenti in cui stare. In questo momento stiamo pensando di aggiungere altri due paesi al nostro viaggio perché, a volte, sul luogo si risparmia e si trovano occasioni imperdibili. Per le prenotazioni ci affidiamo, solitamente, a diversi siti come Booking, Airbnb, Skyscanner etc, cercando la soluzione che meglio si adatta alle nostre esigenze.

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Questa è una domanda che spesso ai viaggiatori non piace, ma ve la facciamo proprio affinchè la vostra risposta sia un incentivo per chi non ha ancora iniziato la sua avventura a causa di certi “freni”. Quanto influisce l’aspetto economico, sia sulla scelta di partire, che sulla definizione delle tappe e del tempo a disposizione?

Domanda a cui è impossibile dare una risposta oggettivamente valida. Se dicessimo che il denaro non è il maggior problema farei un torto a chi fa fatica a tirare la fine del mese però vi posso dire che ci sono differenti stili di viaggio e non è necessariamente vero che viaggiare costa tanto.
Credo sia più facile porsi un obiettivo, studiare le diverse possibilità e vedere quanto “costa” fare quello che si desidera fare.
Noi abbiamo risparmiato per un anno per mettere via il denaro sufficiente per questa avventura e ci siamo dati un budget giornaliero di spesa entro il quale stare per non sforare.
Si può viaggiare solo con mezzi super economici e dormire solo dove si spende poco oppure decide di soggiornare solo in strutture di lusso. Dipende dalle capacità di spesa di ognuno.
Inoltre ci sono paesi “cari” e altri molto economici. Una settimana a New York può costare circa 700€ a testa, una in Thailandia 120€.

Alessandro e Serena di solo8mesi.com

Alessandro e Serena di solo8mesi.com

Esiste un posto, tra quelli che avete scoperto, del quale avete pensato “Vorrei passare qui il resto della mia vita”?

Fino ad ora senza dubbio il Canada. Paese avanti sotto tantissimi punti di vista. Economia che funziona, regole rispettate, persone civili e gentili, rispetto della cosa pubblica e convivenza pacifica di razze e religioni. Paese forse fin troppo tranquillo ma certo ideale per viverci.

Valigia o zaino in spalla? Otto mesi sono lunghi e non sarà stato semplice organizzare i vostro “bagaglio”. Quali sono le cose essenziali che avete portato con voi e quali quelle talmente superflue da decidere di lasciare a casa?

Zaino in spalla ovviamente perché più comodo e pratico negli spostamenti. Fare il bagaglio è una di quelle cose che prima di partire pensi non riuscirai mai a fare. Noi ci siamo fatti consigliare da altri viaggiatori che prima di noi avevano deciso di fare il giro del mondo. In generale basta poco e molte cose che noi riteniamo essenziali a casa sono superflue. Del resto quante volte si parte per le vacanze e si torna con metà delle cose mai utilizzate!
Noi siamo passati dai -4 gradi della Patagonia ai 30 attuali della Thailandia per cui dipende quali climi affrontare.
Indispensabili però cose leggere e poco ingombranti, tecniche e facilmente lavabili. E poi… Kindle, iPad, smartphone, perché viaggiare è bello ma con la tecnologia è più semplice!

Avete attraversato paesi diametralmente opposti in posizione, cultura e storia. Dall’America latina all’Asia,il cibo,l’alloggio,il paesaggio più stravagante per voi da ricordare!

È difficile in un viaggio così incredibile dire quale sia stato il paesaggio migliore. Ce ne sono tanti che abbiamo impressi nella nostra memoria. Incominciando dall’America Latina il ghiacciaio del Perito Moreno, così azzurro e maestoso. Sentire staccare montagne di ghiaccio per ricadere nel mare è qualcosa di unico, quasi spaventoso.
I deserti del nord del Cile, aridi, enormi. Il più grande lago salato al mondo, Il Salar de Uyuni in Bolivia, il magico Machu Pichu in Perù. Ma ancora le impenetrabili foreste del Canada, la muraglia Cinese in Cina. E chissà cosa ci raglieranno le nazioni che dobbiamo ancora visitare.
La cultura è molto diversa in tutti questi paesi. L’Asia è quella che sicuramente si discosta di più dalle nostre abitudini e quindi, a nostro avviso, la più bella da studiare.
Il cibo sicuramente più stravagante è stato il Cuy, piatto tradizionale peruano che non è altro che un porcellino d’India.
Il luogo più strano dove abbiamo dormito è stato un hotel fatto completamente di sale nel Salar de Uyuni in Bolivia.

Cosa direste a chi vuole intraprendere un viaggio così ricco da cambiarti la vita ma continua a rimandare perché “Un giorno lo farò anche io ma adesso non ho tempo”? Esiste secondo voi un “tempo giusto” per partire?

Non esiste mai il tempo giusto per prendere una decisione del genere. Bisogna buttarsi e farlo! Razionalmente c’è sempre qualcosa che ti trattiene.
Certo essere in certe condizioni aiuta come non avere mutui o non avere figli piccoli anche se ho conosciuto famiglie che giravano il mondo con due figli ma questo forse è il livello di difficoltà superiore! Basta avere la consapevolezza di cosa si sta per fare e capire se soggettivamente le conseguenze sono accettabili (in termini di lavoro, abitudini etc)

La domanda fatta da Fabio (il viaggiatore precedente) a Serena e Alessandro:

In che modo pensate di vivere il ritorno a casa dopo un viaggio particolarmente lungo e intenso?

Alessandro: bella domanda! Ti rispondo dicendo che non ne sono sicuro. Certo sarà difficile tornare ai ritmi della frenetica Milano ma il viaggio non è solo qualcosa di tangibile. Per me viaggiare vuol dire farlo continuamente con la mente, leggendo o imparando sempre cose diverse. Fondamentale è trovare il giusto equilibrio tra lavoro e passioni perché non si può vivere solo di uno o dell’altro. E poi chissà dove sarà il nostro futuro…
Serena: domanda bellissima. Durante questo viaggio ci ho pensato tanto, ma sinceramente non temo il ritorno. Sono contenta di tornare a fine anno per riabbracciare la mia famiglia i miei amici, tornare in palestra a giocare a pallavolo e perché no anche tornare a lavorare. E poi questa esperienza rimarrà per sempre nelle nostre menti e nel nostro cuore e questa cosa non terminerà con il ritorno a casa. E poi quando torneremo penseremo quali altri sogni realizzare.

Domanda di Serena e Alessandro al prossimo viaggiatore:

Se aveste la possibilità di avere tempo a disposizione come sfruttereste la vostra libertà ? Ancora viaggiando o magari trasferendovi in un paese vivendolo veramente?
Scoprite chi sarà e cosa risponderà il futuro viaggiatore nel nostro prossimo articolo!
Stay Tuned 🙂

Come rimanere in contatto con Serena e Alessandro:

Link alla loro pagina Facebook
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